Fissa una call
giovedì 29 ottobre 2026 · Caroline Georganidis

Perché ci si abbraccia: il 69,5% ricorda un abbraccio che ha confortato

Due persone si abbracciano strette in una pineta illuminata dal sole, una con occhiali e capelli scuri sorride a occhi chiusi

Perché ci si abbraccia, e perché lo stesso gesto conforta una persona e mette a disagio un'altra? Uno studio dell'Università di Bristol, pubblicato il 28 ottobre 2026 sulla rivista scientifica PLOS One, ha chiesto a più di quindicimila adulti nel Regno Unito di ripensare all'abbraccio che ricordano di più.

Il risultato principale è rassicurante: per la maggior parte delle persone l'abbraccio che resta nella memoria è quello che ha dato conforto, sostegno o la sensazione di essere capiti. Il dato più utile per chi si occupa di comunicazione, però, è un altro: quanto un abbraccio conti dipende in buona parte da chi lo riceve.

Lo studio in breve

La ricerca, guidata da Anna Lena Dueren della School of Psychological Science dell'Università di Bristol, ha analizzato i dati del Touch Test, un grande questionario sul contatto fisico commissionato dalla Wellcome Collection e promosso attraverso i programmi della BBC. Le risposte sono state raccolte tra gennaio e marzo 2020, quasi tutte prima delle restrizioni sui contatti sociali introdotte nel Regno Unito il 26 marzo di quell'anno.

Ai partecipanti è stato chiesto se ricordassero un abbraccio per il suo effetto emotivo positivo e, in caso affermativo, per quale motivo principale. Il questionario misurava anche empatia, stile di attaccamento, percezione del proprio corpo e abitudini quotidiane legate agli abbracci.

I numeri essenziali:

  • 15.049 adulti residenti nel Regno Unito, di età compresa tra 18 e 92 anni;
  • 10.457 persone, il 69,5% del campione, ricordano un abbraccio per il suo effetto emotivo positivo;
  • 4.589 persone non ne ricordano nessuno con questa caratteristica;
  • il conforto è il motivo più citato, l'eccitazione fisica il meno citato;
  • il 7,2% delle risposte sul motivo indica «altro» ed è stato escluso dall'analisi.

Perché ci si abbraccia: conforto prima di tutto

Gli autori leggono questi dati alla luce della teoria dello scambio di affetto, secondo cui le persone hanno bisogno di dare e ricevere affetto, ma in modi diversi l'una dall'altra. L'abbraccio è uno dei canali più diretti di questo scambio: non servono parole per dire «sono qui».

Il fatto che quasi sette persone su dieci ricordino un abbraccio per il conforto o il sostegno ricevuto segnala quanto il contatto fisico, nei momenti giusti, comunichi più di qualunque frase. Vale la pena notare, però, che lo studio misura il ricordo dell'abbraccio, non i suoi effetti sulla salute: dice che cosa le persone trattengono nella memoria, non che cosa accade nel corpo.

Che cosa cambia da persona a persona

L'analisi statistica ha individuato alcune caratteristiche legate a una maggiore o minore probabilità di ricordare un abbraccio in positivo.

La probabilità è più alta in chi ha punteggi elevati di empatia, sia cognitiva (capire che cosa prova l'altro) sia emotiva (sentirlo a propria volta), in chi ha una maggiore consapevolezza del proprio corpo e in chi abitualmente saluta familiari e amici con un abbraccio. È più alta anche in chi mostra un attaccamento di tipo ansioso, cioè teme la distanza emotiva e cerca rassicurazione.

La probabilità è più bassa, invece, in chi tende all'evitamento, cioè preferisce contare su di sé e mantenere le distanze, in chi dice di non amare gli abbracci e in chi ammette di non sapere bene come abbracciare. Un dato sorprende: quanto spesso una persona abbraccia non ha un legame significativo con il ricordo. Lo stesso vale per età e genere.

Uomini e donne ricordano motivi diversi

Il genere non cambia la probabilità di ricordare un abbraccio, ma cambia il motivo. Nel campione le donne hanno indicato più spesso il conforto e la comprensione, gli uomini più spesso la cordialità e l'eccitazione fisica. Gli autori invitano alla cautela: tra chi ha indicato un motivo, gli uomini erano 2.197 e le donne 7.506, e l'associazione è debole.

È bene tenere presenti anche gli altri limiti dichiarati dallo studio. Il campione si è proposto spontaneamente ed è solo britannico, mentre le norme sul contatto fisico cambiano molto da una cultura all'altra; i dati fotografano un momento e non permettono di stabilire cause ed effetti. Infine gli effetti misurati sono piccoli: i rapporti di probabilità vanno da 0,871 per chi non ama gli abbracci a 1,177 per chi saluta abbracciando.

Che cosa insegna a chi lavora con le persone

Dal laboratorio all'ufficio il passaggio va fatto con prudenza, ma un principio emerge chiaro: lo stesso gesto viene letto in modi diversi. Per qualcuno l'abbraccio è il saluto naturale; per altri è un'invasione dello spazio personale, anche quando l'intenzione è affettuosa.

In un contesto professionale questo suggerisce alcune attenzioni concrete:

  • lasciare che sia l'altra persona a indicare il grado di vicinanza che preferisce;
  • osservare i segnali del corpo, come un passo indietro, le braccia rigide o una mano tesa, prima di avvicinarsi;
  • considerare la stretta di mano o un saluto verbale caloroso come scelte rispettose, non fredde;
  • ricordare che con clienti e colleghi di altre culture le abitudini sul contatto possono essere molto diverse;
  • concordare in squadra uno stile di accoglienza coerente, che non lasci ognuno a improvvisare.

Il contatto come parte della comunicazione

Il contatto fisico è comunicazione non verbale a tutti gli effetti, e come ogni linguaggio funziona solo se viene compreso da chi lo riceve. Saperlo dosare è una forma di attenzione verso l'altro.

Con In-Linea, la formazione aziendale di CG Imagine, si lavora proprio su questo: definire con la squadra come accogliere clienti e colleghi, dal saluto alla distanza giusta, perché un gesto che quasi sette persone su dieci ricordano come conforto venga offerto solo a chi è pronto ad accoglierlo.

Foto di maks_d su Unsplash

Parliamo della tua immagine.

Una call conoscitiva gratuita, per capire da dove partire e quale percorso ha senso per te.