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giovedì 22 ottobre 2026 · Caroline Georganidis

La personalità può cambiare: lo stipendio la sposta, e viceversa

Una donna sorridente in blazer blu appoggiata a una parete in un ufficio luminoso con tavoli e bacheca

La personalità può cambiare anche da adulti, e il lavoro c'entra più di quanto si pensi. Una metanalisi pubblicata su Psychological Bulletin ha seguito nel tempo circa 134.000 lavoratori per capire se il reddito modella il carattere, o se è il carattere a modellare il reddito. La risposta degli autori è: entrambe le cose.

Lo studio è firmato da Wen-Dong Li, professore associato di management alla Chinese University of Hong Kong, insieme a sette coautori, ed è uscito nel volume 152 della rivista. Il titolo è già una domanda: il denaro e il tempo cambiano chi siamo?

Un'idea che la ricerca sul lavoro dava per scontata

Nelle organizzazioni si ragiona spesso come se la personalità fosse un dato fisso: si misura in fase di selezione, si incasella, e da lì si prevede come una persona lavorerà e quanto guadagnerà. La metanalisi parte proprio dal mettere in discussione questa idea, come ha spiegato lo stesso Li presentando il lavoro in un seminario all'Università Hitotsubashi di Tokyo.

Per farlo, i ricercatori non hanno fotografato le persone in un solo momento, ma le hanno osservate lungo anni di vita professionale, mettendo a confronto le variazioni di reddito e quelle dei cinque grandi tratti di personalità, il modello noto come Big Five: coscienziosità, stabilità emotiva, estroversione, gradevolezza e apertura mentale.

I numeri della ricerca

Ecco l'impianto dello studio, così come lo riportano la scheda della rivista e la presentazione dell'autore.

  • 11 studi longitudinali messi insieme, cioè ricerche che hanno intervistato le stesse persone più volte nel corso degli anni.
  • Circa 134.000 persone in totale, adulti che lavorano.
  • Cinque tratti di personalità misurati con il modello Big Five, confrontati con l'andamento del reddito.
  • Un modello statistico a tempo continuo, che permette di vedere come cambia un effetto a seconda di quanto tempo è passato.
  • Pubblicazione su Psychological Bulletin, volume 152, 2026.

Quando il reddito cresce, la personalità si muove

Il primo risultato riguarda la direzione che va dal denaro al carattere. Secondo gli autori, un aumento di reddito è seguito da un aumento della coscienziosità, cioè dell'affidabilità, dell'ordine e della costanza nel portare a termine gli impegni, e da un aumento della stabilità emotiva, la capacità di reggere stress e tensioni. L'estroversione, invece, tende a calare.

Il legame vale anche al contrario: chi diventa più coscienzioso e più stabile emotivamente tende poi a guadagnare di più, mentre una crescita dell'estroversione è associata a un reddito che, più avanti, si riduce. È un circolo che si alimenta da entrambi i lati.

Va detto con chiarezza quanto sono grandi questi cambiamenti: piccoli. Non parliamo di persone che cambiano carattere con una promozione, ma di spostamenti graduali che si vedono solo osservando decine di migliaia di vite nel tempo. E trattandosi di dati osservati e non di un esperimento, lo studio non permette di dire con certezza che cosa causi che cosa.

Il fattore tempo: un effetto che sale e poi si spegne

Il secondo risultato riguarda il tempo. Gli effetti non sono costanti: crescono, raggiungono un picco e poi si affievoliscono, disegnando quella che gli autori descrivono come una U rovesciata. In altre parole, un cambiamento nel lavoro lascia il segno sulla personalità soprattutto in una certa finestra, non per sempre.

Questo dettaglio suggerisce una lettura utile anche fuori dai laboratori. I momenti di passaggio, un nuovo ruolo, più responsabilità, un cambio di azienda, sono quelli in cui il modo di essere al lavoro si riassesta. Vale la pena accorgersene mentre succede, invece di scoprirlo dopo.

La personalità può cambiare: che cosa significa per chi lavora

Il punto più interessante, per chi si occupa di immagine e comunicazione, è che i tratti in gioco sono proprio quelli che gli altri leggono di più nel modo in cui ci presentiamo. L'affidabilità si vede nella cura dei dettagli, nella puntualità, nella coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa. L'equilibrio emotivo passa dal tono di voce, dalla postura, dalla calma con cui si risponde a una domanda difficile.

Se questi tratti possono muoversi nel corso della carriera, allora anche l'immagine professionale non è un ritratto fatto una volta per tutte. Alcune indicazioni pratiche che questa ricerca suggerisce:

  • non considerare definitivo il giudizio su di sé dato anni fa, né quello che gli altri hanno dato su di noi;
  • usare i momenti di cambiamento professionale come occasione per rivedere come ci si presenta;
  • lavorare sui segnali visibili di affidabilità ed equilibrio, che sono quelli che pesano di più;
  • ricordare che i cambiamenti sono lenti e graduali: servono costanza e pazienza, non rivoluzioni.

I limiti dello studio

Gli autori stessi indicano alcuni confini dei risultati. La personalità è misurata con questionari compilati dalle persone stesse, quindi riflette come ciascuno si vede. I dati sono osservazionali e mostrano legami nel tempo, non relazioni di causa ed effetto dimostrate. E la forma a U rovesciata, per come è costruito il modello, va presa come una tendenza da confermare più che come una legge.

Se la personalità che mostri al lavoro si riassesta proprio nei momenti di passaggio, un colloquio, un nuovo incarico, una crescita di ruolo, è lì che conviene curare come ti presenti. È il lavoro di In-Job di CG Imagine: prepararsi a un colloquio importante curando immagine, comunicazione e comportamenti, perché affidabilità ed equilibrio si vedano fin dal primo incontro.

Fonti

Foto di LinkedIn Sales Solutions su Unsplash

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