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lunedì 12 ottobre 2026 · Caroline Georganidis

Soft skills e ansia da competenze: il nuovo rischio per le aziende

Un uomo presenta ai colleghi in una sala riunioni

Le soft skills sono diventate il punto debole che molte aziende non vedono. Secondo l'Employee Experience Global Market Study 2026 di WTW, presentato il 7 ottobre a New York, una parte crescente dei lavoratori non sa più quali competenze serviranno domani né come svilupparle in tempo. La società di consulenza ha dato un nome a questa sensazione: «capability anxiety», l'ansia da competenze.

Cosa dice lo studio WTW sulle competenze

La ricerca mette insieme due punti di vista. Da un lato 549 organizzazioni, che nel complesso danno lavoro a 5,6 milioni di persone; dall'altro 7.000 dipendenti intervistati negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Giappone, in Francia e in Arabia Saudita.

I numeri principali:

  • dipendenti che dicono di essere aiutati dal proprio responsabile a sviluppare le proprie capacità: dall'84% al 78% in quattro anni;
  • organizzazioni con un processo strutturato per individuare, valutare e seguire le competenze delle persone: circa il 30%;
  • dipendenti per cui l'intelligenza artificiale è già importante nel lavoro di ogni giorno: 45%, a cui si aggiunge un 22% convinto che lo cambierà profondamente in futuro.

Il quadro che ne esce è chiaro: il lavoro cambia in fretta, le persone lo sanno, ma spesso nessuno le accompagna nel capire dove investire.

Che cos'è l'ansia da competenze

Per WTW la «capability anxiety» è l'incertezza dei lavoratori su tre domande: le mie competenze resteranno utili? Quali capacità conteranno di più? Su che cosa dovrei concentrarmi adesso?

Jill Havely, responsabile globale dell'employee experience di WTW, lo riassume così: i dipendenti riconoscono che il lavoro sta evolvendo, ma molti non hanno chiaro quali competenze contino di più e come prepararsi. Senza questa visibilità, l'incertezza diventa un ostacolo alla fiducia in se stessi e alla crescita.

È un passaggio da non sottovalutare. Chi non si sente all'altezza tende a esporsi meno: parla meno nelle riunioni, propone meno idee, si presenta con meno sicurezza ai clienti. L'ansia da competenze non resta un fatto privato, ma si vede nel modo in cui una persona si muove, comunica e rappresenta l'azienda.

Perché le soft skills contano più della tecnologia

Quando si parla di nuove competenze il pensiero corre subito agli strumenti digitali. Lo studio però suggerisce che il nodo sia anche un altro: la capacità di orientarsi, di chiedere, di comunicare in modo chiaro i propri bisogni di crescita. Sono soft skills a tutti gli effetti.

Tra quelle che fanno la differenza in un momento di cambiamento:

  • la comunicazione, verbale e non verbale, nei confronti di colleghi, responsabili e clienti;
  • la gestione della relazione, soprattutto nei momenti di incertezza;
  • la presenza professionale, cioè la coerenza tra ciò che si dice, come lo si dice e come ci si presenta;
  • la consapevolezza di sé, il primo passo per capire su che cosa lavorare.

Il calo del sostegno da parte dei responsabili, dall'84% al 78%, segnala proprio questo: le conversazioni sullo sviluppo personale sono diventate più rare, mentre sarebbero più necessarie.

Cosa possono fare le aziende

WTW indica una strada: le trasformazioni del lavoro riescono meglio quando le persone vedono un percorso di crescita chiaro e l'organizzazione ha gli strumenti per sostenerlo. In pratica, vale la pena:

  • rendere visibili le competenze che contano per ogni ruolo, non solo quelle tecniche;
  • preparare i responsabili a parlare di sviluppo con le proprie squadre;
  • investire nella formazione sulle soft skills, dalla comunicazione alla presenza professionale;
  • curare la coerenza dell'immagine della squadra, perché la sicurezza di sé passa anche da come ci si presenta.

Dalla consapevolezza alla presenza

Un'azienda che vuole ridurre l'ansia da competenze può partire da qui: aiutare le persone a riconoscere ciò che già sanno fare e a comunicarlo in modo efficace, con colleghi e clienti.

È il lavoro che CG Imagine svolge con In-Linea, il percorso di formazione aziendale del Metodo C(h)IC®: workshop su comunicazione, immagine e comportamenti per le squadre in cui, come racconta lo studio WTW, il cambiamento corre più veloce della sicurezza delle persone.

Fonti

  • WTW, 2026 Employee Experience Global Market Study (comunicato del 7 ottobre 2026)

Foto di Vitaly Gariev su Unsplash

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