Come gestire il cambiamento in azienda quando chi guida per primo non si sente pronto? È la domanda che emerge dal Global Leadership Forecast 2027, la ricerca che la società di consulenza DDI ha presentato il 14 ottobre 2026: solo il 17% dei leader dichiara di sentirsi sicuro nell'anticipare il cambiamento e nel reagire.
Il dato non arriva da un piccolo campione. Si tratta della dodicesima edizione di un'indagine avviata nel 1999, costruita sulle risposte di 11.395 leader e 2.519 professionisti delle risorse umane, in più di 1.900 organizzazioni di oltre 50 Paesi e 24 settori. Questa è la prima di tre uscite: le parti dedicate alle priorità delle risorse umane e al futuro della leadership sono annunciate per novembre e dicembre.
I numeri del Global Leadership Forecast 2027
Ecco i dati principali della prima parte, così come li riporta DDI. Ciascuno misura una cosa sola, e conviene leggerli in questo modo.
- 17% dei leader si sente sicuro nell'anticipare il cambiamento e nel reagire; secondo DDI la quota è quasi ferma rispetto al 2025.
- 19% dei leader dice di sentirsi spesso «svuotato», ma pochi lasciano il proprio ruolo.
- 21% dei collaboratori senza ruolo di guida si fida dei vertici aziendali, e il 25% del proprio responsabile diretto.
- 9% dei leader si dichiara pienamente coinvolto nel lavoro, mentre il 50% si colloca in una zona intermedia.
- 87% dei leader ha almeno qualche timore che le proprie competenze stiano diventando obsolete.
Accanto a queste percentuali la ricerca indica alcune associazioni: le organizzazioni con una gestione efficace del cambiamento hanno 2,4 volte più probabilità di raggiungere o superare gli obiettivi finanziari, e i leader poco sicuri di sé hanno un terzo delle probabilità di restare produttivi nei momenti difficili. Sono correlazioni osservate nei dati, non prove di causa ed effetto.
Il cambiamento si guida anche con la presenza
Quando si parla di come gestire il cambiamento in azienda si pensa subito a piani, tempi e strumenti. I dati di DDI suggeriscono che una parte importante del problema sta altrove: nella fiducia. Se appena un collaboratore su quattro si fida del proprio responsabile diretto, ogni annuncio di cambiamento parte in salita, indipendentemente dalla qualità del progetto.
La fiducia, in un'organizzazione, non si costruisce solo con le decisioni giuste. Si costruisce anche con il modo in cui quelle decisioni vengono comunicate: il tono, la coerenza tra parole e comportamenti, la disponibilità ad ascoltare, perfino il modo in cui ci si presenta in una riunione difficile. Un leader che si sente insicuro tende a trasmetterlo, spesso senza accorgersene: frasi vaghe, sguardo che sfugge, una postura chiusa proprio nel momento in cui la squadra cerca un punto di riferimento.
Quando il leader si sente svuotato
Il dato del 19% merita attenzione. Un leader che si sente spesso esaurito resta al suo posto, ma la sua energia si vede, e la squadra la legge. DDI segnala inoltre che i leader pienamente coinvolti hanno 8,8 volte più probabilità di far emergere con costanza il meglio dei propri collaboratori. Anche qui si tratta di un'associazione, ma la direzione è chiara: lo stato del leader si riflette sul gruppo.
Vale la pena notare un altro elemento della ricerca. L'87% dei leader teme che le proprie competenze stiano invecchiando, e chi ha questo timore ha 5,1 volte più probabilità di dichiarare l'intenzione di lasciare l'organizzazione. L'insicurezza non resta privata: diventa un rischio per la continuità della squadra.
Come gestire il cambiamento in azienda: tre attenzioni pratiche
Dalla lettura dei dati si possono ricavare alcune attenzioni concrete, utili a chi guida un gruppo in una fase di trasformazione.
Prima di tutto, la chiarezza. In una fase incerta le persone osservano il leader più di quanto ascoltino i documenti. Poche frasi semplici, ripetute con coerenza, valgono più di una presentazione perfetta che nessuno ricorda.
Poi, la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si mostra. Se si chiede alla squadra di adattarsi, il primo a dare l'esempio deve essere chi guida: puntualità, disponibilità, un'immagine curata e adatta al contesto comunicano stabilità anche quando tutto intorno si muove.
Infine, il tempo per crescere. Lo stesso amministratore delegato di DDI, Tacy M. Byham, invita le organizzazioni a dare ai leader che guidano cambiamenti urgenti il tempo e lo spazio per sviluppare le proprie competenze mentre continuano a lavorare. È un investimento che riguarda sia le capacità sia la sicurezza con cui le si esercita.
Dalla sicurezza interiore alla presenza visibile
I dati del Global Leadership Forecast 2027 raccontano leader sotto pressione, poco sicuri di fronte al cambiamento e circondati da una fiducia fragile. Non è un quadro allarmante, ma un segnale: la leadership di oggi si gioca anche sulla capacità di trasmettere sicurezza quando la sicurezza non è scontata.
Il percorso Image-Pro di CG Imagine lavora proprio su questo punto: allineare immagine, comunicazione e comportamenti al ruolo, perché il 17% di leader che oggi si sente pronto al cambiamento possa diventare una quota più ampia, a partire da come ci si presenta davanti alla propria squadra.
Fonti
Foto di Vitaly Gariev su Unsplash





